Testimonianze

Cosa raccontano di noi

L’esperienza formativa di questo corso si sta rivelando di altissimo valore. Attraverso i numerosi argomenti trattati e le pratiche meditative proposte, sto compiendo un significativo percorso di introspezione che — pur facendo affiorare nodi complessi e lutti non ancora elaborati — si sta trasformando in un’occasione fondamentale di conoscenza e crescita personale.

Un percorso di introspezione profonda
che trasforma i lutti irrisolti in preziose occasioni
di crescita personale. (M.C.)

Ho potuto scoprire il vero spirito del corso ECEL – Empathic Care of the End of Life: un percorso profondo che forma operatori capaci di portare pace, lucidità e presenza empatica accanto alla sofferenza e al lutto.

Un percorso per formare operatori capaci
di offrire pace, lucidità e presenza empatica
nel fine vita. (G. B.)

Mi sono avvicinata al corso con il desiderio di comprendere l’accompagnamento dei morenti e le mie aspettative sono state ampiamente superate. Ho trovato un’atmosfera autentica, condivisa con tutor e compagni. Il metodo ECEL mi ha affascinato per l’integrazione innovativa tra neuroscienze, fisica quantistica e tanatologia tibetana. L’equilibrio tra teoria e pratica è stato illuminante, risvegliando creatività e una condivisione profonda delle proprie storie. Ne esco arricchita con nuove competenze e prospettive che hanno nutrito il mio bisogno di armonia e senso: un viaggio prezioso che ha toccato profondamente la mia dimensione umana e professionale.

Un’integrazione tra scienza e tanatologia tibetana che trasforma l’accompagnamento in un cammino di autentica connessione umana. (D.B.)

Il seminario appena concluso è stato un viaggio profondo. Nonostante la complessità del tema, l’impegno di tutti ha trasformato emozioni intense in un’esperienza concreta e condivisibile. Grazie a un clima di leggerezza e di attenta osservazione, siamo riusciti a guardare alla “fine” non come a un termine ultimo, ma come a un passaggio che libera dalla paura. Un grazie di cuore ai tutor e ai compagni di viaggio per questo percorso prezioso.

Un viaggio profondo che trasforma la complessità della fine in un passaggio consapevole e senza paura. ( A.R.)

Desidero ringraziarvi per l’intensità di questo modulo. È stato un viaggio emotivo e fisico che mi ha scosso nel profondo, regalandomi però una leggerezza mai provata prima su un tema così difficile. Grazie per avermi aiutato a trasformare un tabù in un’occasione di crescita, permettendomi di scorgere la luce oltre la paura. Un ringraziamento speciale va ai tutor per la loro straordinaria dedizione in questo percorso così complesso.

Un percorso intenso che trasforma il tabù in crescita, donando leggerezza e speranza oltre la paura. (R. C.)

Il corso di accompagnamento empatico alla fine della vita degli animali mi sta donando forza e consapevolezza. Desidero portare questa qualità nel mondo della medicina veterinaria, affinché diventi una possibilità concreta per le persone e per gli animali che incontrerò. Grazie a questa formazione, sto diventando una terapeuta capace di guidare le famiglie verso l’ultimo tratto di vita dei loro compagni, un momento ancora ricco di straordinaria potenzialità. Un percorso essenziale per integrare la cura del cuore in un ambito professionale che ne ha profondamente bisogno.

Integrare l’accompagnamento empatico nella medicina veterinaria per guidare con dignità animali e famiglie nel fine vita. (S.S.)

Mi sono avvicinata al percorso ECEL promosso dall’associazione UPICS perché sentivo il bisogno di approfondire il tema del fine vita e del lutto attraverso uno sguardo che integrasse dimensione scientifica, umana, relazionale e contemplativa.

Nel mio percorso personale e professionale in ambito sanitario avevo già avuto occasione di confrontarmi con la fragilità, la malattia e la morte, ma cercavo altri strumenti che mi permettessero di rispondere alla varietà di questi vissuti.

Il percorso mi ha offerto occasioni preziose di confronto e dialogo, introspezione ed insight. Ho potuto approfondire una modalità di accompagnamento che non riguarda soltanto la morte (propria e altrui) ma anche la vita, specialmente nei momenti dolorosi: ciò che porto con me è una postura relazionale più consapevole, una modalità di stare in relazione che sentivo già dentro di me, ma che il percorso mi ha aiutata a riconoscere, abitare e trasmettere con maggiore intenzionalità.

Sono grata di aver potuto partecipare al corso grazie alla Borsa di Studio “Daniela Muggia” di Tonglen OdV per professionisti sanitari, che ha reso possibile questa esperienza prima di tutto umana oltre che formativa.